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08.01.2010

La degustazione del vino

Il vino

Il vino italiano è in continua evoluzione e ormai orientato alla ricerca della qualità anche in zone che fino a pochi anni fa erano note per la grande produttività.
I vini vengono classificati in diverse categorie:
VDT (vini da tavola), IGT (vino da tavola con indicazione Geografica Ticpica), VQPRD (vini di qualità prodotti in regione determinata che possono essere anche spumanti VSQPRD), DOC (vino a Denominazione di Origine Controllata), DOCG (vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

L'elemento che caratterizza ogni categoria di vino è rappresentato dal disciplinare di produzione che è un insieme di regole a cui attenersi nella produzione relativamente alla delimitazione del territorio di origine, ai vitigni da utilizzare, alla gradazione alcolimetrica minima, alla resa massima per ettaro. Il disciplinare, assente per i vini da tavola, è presente già per i vini IGT e diventa progressivamente più restrittivo per i i vini DOC e DOCG.

Attualmente in Italia sono note più di 300 DOC (in prevalenza vini rossi) e ben 37 DOCG (una sola per il vino bianco).

Come degustare il vino

La degustazione del vino si basa sulla valutazione di tre aspetti importanti:
l'aspetto (esame visivo), gli odori (esame olfattivo) e i sapori (esame gustativo).

L'ambiente adatto per la degustazione prevede assenza di odori (fumo, profumo, odori di cucina) e un'illuminazione adeguata per consentire di giudicare la limpidezza e il colore del vino.
La forma del bicchiere è un dettaglio importante:
la forma a tulipano (preferibilmente di bicchiere standardizzato ISO) è indicata per facilitare la visione del colore e la profondità e per concentrare i profumi (grazie al restringimento in superficie).

L'aspetto

L'aspetto del vino, al contrario di quanto avviene per l'olio, può dare informazioni importanti sulla qualità.
Viene valutato in termini di limpidezza, consistenza e colore.
La limpidezza è l'assenza di particelle in sospensione mentre la consistenza di un vino si valuta facendolo girare delicatamente sulle pareti del bicchiere per osservare la formazione di “gocce” o “archetti”. Le cause di formazione degli archetti possono essere diverse: probabilmente non si formano per effetto della glicerina, ma della tensione superficiale e della viscosità e, anche, del grado alcolico, e dello zucchero residuo. Perfino i residui di detersivo ne sono responsabili per questo è indispensabile che i bicchieri siano ben puliti per non inficiare la valutazione.
Il colore può dare informazioni importanti sullo stato di un vino: vini giovani hanno un colore tendente al rosso rubino che con l'invecchiamento tende sempre di più al marrone con riflessi che possono andare dal violaceo, all'ambrato, all'aranciato.
Importante è la vivacità del colore che ci dà informazioni sulla qualità di un vino e l'intensità che invece dà una indicazione sulla struttura e sulla concentrazione.
Nei vini bianchi, la differenza del colore non è così grande come per i rossi, ma i bianchi giovani hanno spesso un colore tendente al verde, mentre i vini maturi tendono più al giallo paglierino. Un vino affinato in legno acquista un giallo più profondo tendente all'oro e un vino ossidato prende un colore più scuro, maderizzato. I vini da uve botritizzate (ricoperte dalla Botritis, una muffa nobile che cresce spontaneamente sui grappoli) sono sempre di un colore profondo che, nei vini maturi diventa ambrato.

Gli odori

Nel vino si possono riconoscere odori primari, secondari e terziari che possono dipendere dal vitigno e dall'affinamento in legno. Per cogliere tutte le sfumature dell'aroma bisogna prima annusare il bicchiere, mentre ancora sta sul tavolo, per captare gli aromi più leggeri e più volatili. Gli attributi che generalmente descrivono gli odori primari sono fruttato, floreale, erbaceo.
Poi si fa ruotare delicatamente il bicchiere per liberare le sostanze aromatiche più pesanti e cogliere aromi secondari e terziari (tabacco, vaniglia, frutta caramellata, ecc.)
Non bisogna annusare troppo a lungo perchè l'olfatto tende ad assuefarsi abbastanza presto.

I sapori

I sapori riconoscibili nel vino sono quelli fondamentali: dolce, salato, acido e amaro tutti percebili dalla lingua; il sapore dolce sulla punta della lingua, il salato sui lati anteriori, l'acido sui lati un pò più indietro e l'amaro in fondo.

L'assaggio viene fatto tenendo il vino in bocca per alcuni secondi, prima di farlo attraversare da un flusso d'aria, inspirando, espirando, poi con il naso. In questo modo si riescono a percepire gli aromi meno volatili che si liberano per il calore della bocca.

Un altro parametro che viene percepito è l'astringenza determinata dai tannini. E' un parametro che viene valutato solo nei vini rossi. L'astringenza si avverte in modo più netto sulle gengive o sotto il labbro. I tannini dipendono dalla tipologia di vitigno e dall'affinamento; in genere nei vini rossi migliori i tannini sono morbidi e vellutati e provocano un piacevole retrogusto mentre nei vini più semplici sono in genere duri e ruvidi.

Il vino in Basilicata

La coltivazione della vite in Basilicata ha origini antichissime e le prime testimonianze risalgono al 1200-1300 a.C., quando gli Enotri abitarono l'Italia meridionale, infatti secondo gli storici l'Enotria era così chiamata per la qualità eccezionale del vino.

L'Aglianico del Vulture è il vino principe della Basilicata. Per le sue caratteristiche di pregio viene considerato il Barolo del Sud. Il riconoscimento della DOC per il vino Aglianico è avvenuta nel 1971. Di notevole pregio anche il vino IGT Basilicata.

Il vino DOC Aglianico del Vulture è prodotto dall’omonimo vitigno coltivato sul monte Vulture, un vulcano spento ricoperto dalle vigne e dai castagni.
Il vino DOC è ottenuto esclusivamente da uve di vitigno Aglianico che vengono coltivate e trasformate seguendo le norme riportate nel Disciplinare di Produzione. Tutte le operazioni di vinificazione avvengono nella zona di produzione compreso l’invecchiamento, viene affinato in botti di rovere per 18 mesi e presenta infine una gradazione del 13%.

Il vino presenta un colore rosso con riflessi granati, un profumo intenso con sentori di piccoli frutti (more, marasche, lamponi, diffusi nel territorio del Vulture). E’ un vino di grande struttura con un tannino molto interessante e dotato generalmente di una buona persistenza gusto olfattiva.
Si abbina bene con primi piatti saporiti e anche piccanti, carni rosse, selvaggina, salumi e formaggi stagionati.

Il vino IGT Basilicata è ottenuto dalla trasformazione di uve di vitigno Aglianico e anche di altri vitigni presenti sull'intero territorio regionale. Anche il vino IGT viene prodotto e trasformato seguendo le regole riportate nel relativo Disciplinare di Produzione che è meno restrittivo rispetto a quello del vino DOC.
L'IGT Basilicata rosso presenta un colore rosso rubino e un gusto piuttosto fruttato. Si abbina bene con piatti a base di salumi e formaggi, primi piatti a base di sughi di carne.

L'IGT Basilicata bianco è ottenuto da vitigni Chardonnay e Pinot bianco coltivati in basilicata. Presenta un colore giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato e un gusto fruttato. Si abbina bene ad antipasti di mare, crostacei, primi piatti non troppo strutturati.

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