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14.05.2010

Poche regole

Il consumatore attento che vuole utilizzare un olio extravergine di qualità non può affidarsi solo al proprio palato nella scelta dell'olio extravergine di oliva, ma deve anche osservare poche semplici regole in grado di tutelarlo efficacemente dalle frodi alimentari.

L'indicatore che più di tutti è in grado di esprimere in maniera oggettiva la qualità di un olio è senza dubbio l'acidità (acido oleico/100 gr. olio). L’acidità non è riscontrabile nel sapore dell’olio, ma è definibile solo mediante analisi di laboratorio.

L'acidità di un olio extravergine non deve superare lo 0,8%, altrimenti l'olio non è commestibile. Più bassa è l'acidità, migliore è la qualità dell'olio che stiamo mangiando.

Ciò premesso, per essere sicuri di acquistare un buon olio extravergine di oliva bisogna innanzitutto leggere attentamente l'etichetta e assicurarsi che vi sia:

  1. la dicitura “olio extravergine di oliva”;
  2. il tipo di azienda: se si tratta di un Frantoio Oleario (ad esempio Frantoio Oleario Rossi) potete essere certi di aver acquistato un olio extra vergine d’oliva direttamente dal produttore. In caso diverso (ad esempio oleificio, ditta o società Rossi) potreste acquistare olio da una ditta che si occupa solo di commercializzarlo, quindi, la provenienza dell’olio resta incerta;
  3. la dicitura “PRODOTTO E CONFEZIONATO da…”, seguito dalla ragione sociale. Prestate attenzione alle diciture: prodotto confezionato da…, il prodotto è confezionato da…, in quanto queste si riferiscono all’azienda o al marchio che si occupa della vendita, ma NON al produttore di olio extravergine di oliva. Pertanto la provenienza dell’olio è sconosciuta;
  4. la dicitura “Prodotto in Italia da olive coltivate in Italia”, in ottemperanza al Reg. 182/2009, che assicura l'origine italiana dell'olio;
  5. l'indicazione della campagna di produzione che deve essere quella in corso;
  6. la presenza di certificazioni rilasciate da enti riconosciuti a livello internazionale, come SGS, attesta che il prodotto è senza dubbio sottoposto a scrupolosi controlli;
  7. l'indicazione dell'acidità dell'olio contenuto nella confezione. In mancanza, è consigliabile farlo analizzare per essere certi di non mangiare olio non commestibile o comunque dall'acidità troppo elevata.

Pertanto, diffidate assolutamente degli oli senza alcuna etichetta! Non forniscono alcuna garanzia rispetto alla tipologia di olio (potreste acquistare olio diverso da olio extravergine), all'identità del produttore, al periodo della produzione, all'acidità dell'olio...

Una volta letta attentamente l'etichetta, possiamo procedere all'assaggio dell'olio.

Assaggiando un olio extravergine di oliva di qualità bisogna riscontrare chiaramente la caratteristica di fruttato, cioè il profumo e il gusto che ricorda il frutto, lo stesso che si ottiene schiacciando un'oliva tra le dita, e bisogna anche avvertire un leggero pizzicore, che assolutamente non deve essere confuso con l'acidità e quindi non va considerato un difetto, bensì rappresenta la caratteristica distintiva di un olio fresco, di recente spremitura, ricco di antiossidanti naturali.

Quindi buona lettura e buona degustazione da Marianna Pace

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